Come gli italiani hanno cercato, letto e commentato il caldo. Quattro punti di osservazione: le ricerche online, con l'estate 2026 a confronto con le precedenti, le domande ricorrenti e le fonti citate dagli assistenti AI; i titoli dei quotidiani degli ultimi tre anni; i post Facebook delle testate nell'estate 2026, con un confronto tra testate su temi e tipo di scrittura; le conversazioni sui social, con chi ne parla e chi viene ascoltato.
Ricerche mensili sull'insieme delle query, da agosto 2020 ad agosto 2026. Le fasce evidenziano i due periodi messi a confronto più sotto.
Somma dei quattro mesi. Le keyword sono ordinate dalla crescita più forte al calo più forte. Distanze in scala logaritmica, così keyword molto diverse per dimensione stanno nello stesso grafico.
Ogni riquadro ha la sua scala, così si vede la forma della stagione anche per le keyword piccole.
Le ricerche raggruppate per tema. La grandezza della bolla indica l'ordine di grandezza delle ricerche mensili. Sotto ogni bolla, il mese di picco e quante volte il picco supera la media del mese tipo: più è alto, più l'interesse arriva a ondate. Sette ricerche su quattordici hanno toccato il massimo ad agosto 2026.
Le 21 domande correlate emerse dalle query analizzate, raggruppate per tema. La barra mostra quanto pesa ogni tema sul totale delle comparse. I pallini accanto a ogni domanda indicano in quante query è comparsa.
Quante volte ogni sito compare come fonte nelle risposte degli assistenti AI alle stesse domande, fatto 100 il sito più citato. Prevalgono i portali meteo, seguiti da informazione, istituzioni ed enciclopedie.
L'analisi di circa 112.000 titoli e post pubblicati da alcuni quotidiani tra novembre 2023 e il 30 settembre 2026.
Luoghi, fenomeni, istituzioni e persone citati nei titoli sul caldo. L'area della bolla è proporzionale a quante volte il nome compare. L'Italia è citata quasi il doppio dell'Europa e quasi quattro volte Roma. Tra i fenomeni il più presente è il bollino rosso.
La mappa semantica dei titoli. Il cerchio è più grande quanto più spesso compare la parola. Le linee collegano parole usate negli stessi titoli, e sono più marcate quando l'abbinamento è più frequente. Emergono due poli: attorno a "caldo" si raccolgono rischi, città, allerte e mesi; attorno a "meteo" il lessico delle previsioni.
Quota di titoli per tema. Due titoli su cinque raccontano il caldo estremo. Quasi uno su cinque parla invece di freddo e inverno, perché il periodo analizzato comprende anche le stagioni fredde.
L'analisi di 2.344 post pubblicati su Facebook da alcune testate tra il 30 aprile e il 30 settembre 2026.
La mappa semantica dei post. Il cerchio è più grande quanto più spesso compare la parola. Le linee collegano parole usate negli stessi post, e sono più marcate quando l'abbinamento è più frequente. Tutto ruota attorno a "caldo" e "ondata": il racconto è quello dell'allerta, con bollino rosso, picchi e caldo africano, seguito dai luoghi e dai giorni a venire.
Qui si è preferito confrontare le testate tra loro, senza entrare nel dettaglio dei singoli account: ogni testata è indicata solo con un numero, lo stesso in entrambi i grafici. Ogni cella dice quanta attenzione una testata dedica a un tema rispetto alla media di tutte le testate, che vale 100. Sopra 100 il tema pesa più della media, sotto 100 meno. Ogni testata ha una propria agenda: alcune dedicano a un solo tema fino a cinque volte l'attenzione media, altre ignorano interi temi.
Il tipo di testo con cui sono scritti i post, in percentuale sul totale dei post classificati di ogni testata. Quasi ovunque prevale il registro informativo. In quattro testate, però, il racconto narrativo pesa quanto o più dell'informazione, e cresce anche lo spazio per l'argomentazione.
L'analisi di 6.153 post in italiano pubblicati su alcuni social media tra maggio e settembre 2026.
Gli autori dei post divisi in sette segmenti. Per ogni segmento, la quota dei post classificati e la quota delle interazioni che quei post hanno raccolto. I cronisti scrivono più di tutti, ma raccolgono meno attenzione di quanto scrivono. I previdenti pratici sono pochi, ma ottengono quasi un quarto delle interazioni: circa tre volte il loro peso nei post. Il valore a destra indica il rapporto tra le due quote: sopra 1 il segmento raccoglie più attenzione di quanto scrive, sotto 1 meno.