La chiave di ricerca: auto. Come gli italiani hanno cercato, letto e commentato l'"auto". Cinque punti di osservazione: i numeri del mercato, per fissare il contesto; le ricerche online, con i temi, le domande ricorrenti e le fonti che rispondono; gli articoli di quotidiani e agenzie, con luoghi, storie, parole e marchi; le conversazioni sui social, con chi ne parla, con quale tono e quante interazioni genera; infine i marchi, messi a confronto tra le diverse fonti.
I dati di contesto sul mercato italiano: immatricolazioni, alimentazioni, acquirenti e prezzi. Fonte: UNRAE, dati 2025 e primi nove mesi del 2026.
Quota di ogni alimentazione sulle immatricolazioni, nel 2025 e nei primi nove mesi del 2026. Le ibride sfiorano ormai metà del mercato, mentre benzina e diesel perdono terreno: a settembre 2026 il diesel scende al 4,9% e diventa l'alimentazione meno scelta. Le elettriche crescono, ma restano sotto una vendita su dieci.
Quota di ogni canale sulle immatricolazioni. I privati restano poco più della metà del mercato. Nel 2026 cresce il noleggio a breve termine, mentre perde quota quello a lungo termine.
A sinistra, le auto comprate da privati nel 2025, divise per età dell'acquirente: i giovani fino a 29 anni pesano meno di una su dieci, gli over 56 quasi metà. A destra, dove si immatricola nel 2026: il Nord pesa più della metà, Sud e Isole insieme non arrivano a un'auto su sei. Le donne sono il 41,7% degli acquirenti di auto nuove.
Prezzo medio reale pagato nel 2025, con IVA, messa su strada, sconti e optional compresi, e variazione sul 2024. Il prezzo pagato dai privati sale, quello di noleggio e società scende. Nel 2026, ricorda UNRAE, il fondo per l'automotive non prevede ecobonus per l'acquisto di auto da parte dei privati.
Le ricerche collegate alla parola "auto" in Italia, mese per mese da settembre 2025 a settembre 2026, con le domande ricorrenti e le fonti che rispondono.
Le ricerche raggruppate per tema. La grandezza della bolla indica l'ordine di grandezza delle ricerche mensili. Sotto ogni bolla, il mese di picco e quante volte il picco supera la media del mese tipo: più è alto, più l'interesse arriva a ondate. La ricerca più "a ondate" è il bollo auto, esploso a settembre 2026 con l'annuncio dell'esenzione per il 2027.
La forma della stagione per alcune ricerche. Ogni riquadro ha la sua scala, così si vede l'andamento anche per le ricerche più piccole. Il punto arancione indica il mese di picco; la fascia chiara evidenzia aprile–settembre 2026, il periodo osservato per quotidiani e social. Il noleggio cresce con l'estate, le auto elettriche risalgono tra agosto e settembre, le ricerche sugli incentivi per l'elettrico si spengono dopo l'autunno 2025.
I temi delle domande che compaiono accanto ai risultati e nelle risposte AI delle ricerche sull'auto, in percentuale sulle domande raccolte. Una domanda può toccare più temi. Usato, elettrico, bollo e assicurazione si dividono quasi in parti uguali la scena: l'auto si cerca soprattutto come costo da gestire.
A sinistra, i siti che compaiono più spesso nella prima pagina di risultati, in percentuale sulle 33 ricerche analizzate. A destra, i siti citati come fonte nelle risposte AI delle ricerche, in percentuale sulle risposte comparse tra aprile e settembre 2026. Nei risultati prevalgono riviste di settore e portali di compravendita. Nelle risposte AI dominano invece video e social: una risposta su due cita un video o un post.
Quota delle risposte AI, comparse tra aprile e settembre 2026, che nominano ogni marchio. Fiat e BYD sono nettamente in testa; BYD anche perché "byd auto" è una delle ricerche analizzate.
L'analisi di circa 14.500 articoli che contengono la parola "auto", pubblicati da 13 quotidiani e agenzie tra il 1° aprile e il 30 settembre 2026. Gli articoli su cronaca giudiziaria e risultati sportivi senza legame con l'auto sono stati esclusi dall'analisi dei temi.
Qui si è preferito confrontare le testate tra loro, senza entrare nel dettaglio dei singoli account: ogni testata è indicata solo con un numero. La barra indica la quota di articoli che contengono la parola "auto" sul totale degli articoli della testata. In media è un articolo su 25, con poche oscillazioni tra un mese e l'altro: dal 3,6% di luglio al 4,3% di settembre. Tra le testate, invece, le differenze sono forti: la più attenta dedica all'auto più del doppio dello spazio della meno attenta.
Luoghi, istituzioni, persone e aziende citati negli articoli. L'area della bolla è proporzionale alla quota di articoli in cui il nome compare. L'Italia è in un articolo su cinque, seguita da Europa e Roma. Pesano anche Stati Uniti, Cina e Iran: l'auto entra nei giornali attraverso dazi, guerra e petrolio.
I nomi citati insieme negli stessi articoli formano dieci storie. La barra indica la quota di articoli che contengono almeno un nome della storia; sotto, le parole che le accompagnano. Una storia su tre è locale, fatta di città, quartieri e cronaca. Quasi altrettanto pesa il racconto del mercato italiano ed europeo.
La mappa semantica degli articoli. Il cerchio è più grande quanto più spesso compare la parola. Le linee collegano parole usate negli stessi articoli, e sono più marcate quando l'abbinamento è più frequente. Emergono due mondi: da una parte l'auto come prodotto, fatta di mercato, modelli, elettrico e prezzi; dall'altra l'auto come luogo della cronaca, fatta di strada, incidenti, ospedale e soccorsi.
Quota di articoli per tema. Incidenti e cronaca nera insieme valgono un articolo su quattro. Mercato, modelli e prezzi, sommati, pesano un po' di più: circa un articolo su tre.
Quota di articoli che toccano alcuni temi, mese per mese. A settembre il bollo e le tasse passano da circa il 2-3% a quasi il 13% degli articoli, e crescono anche prezzi e carburanti. Ogni riquadro ha la sua scala.
Quota di articoli che nominano ogni marchio o modello. Un articolo su quattro cita almeno un marchio. In testa Fiat, il gruppo Stellantis e Ferrari, che comprende anche la Formula 1. Tra i modelli, le due piccole di casa Fiat staccano tutte le altre.
Gli aggettivi più caratteristici delle frasi che nominano i dieci marchi più citati, cioè quelli che compaiono con quel marchio più spesso che con gli altri. Ferrari è rossa e iconica, BYD cinese ed elettrica, i marchi tedeschi sono premium e sportivi, Fiat è italiana e venduta.
L'analisi di 7.076 post e commenti in italiano pubblicati tra maggio e settembre 2026 su Facebook, YouTube, Instagram, TikTok, X e Reddit, più l'andamento delle menzioni nello stesso periodo.
Quota delle menzioni, per l'insieme delle piattaforme monitorate e per X. Le due curve si muovono insieme e hanno un solo vero picco: la settimana del 14 settembre, con l'annuncio dell'esenzione dal bollo auto per il 2027, quando le menzioni salgono a 3-4 volte una settimana normale. La prima e l'ultima settimana sono parziali.
Per ogni piattaforma, la quota dei messaggi analizzati e la quota delle interazioni raccolte. Facebook ospita sei messaggi su dieci, ma raccoglie un quarto delle interazioni. Instagram, con poco più di un messaggio su otto, ne raccoglie più della metà. Il valore a destra è il rapporto tra le due quote: sopra 1 la piattaforma raccoglie più attenzione di quanto scrive, sotto 1 meno.
Quota di messaggi per tema. Gli incidenti stradali sono il primo tema, con un messaggio su quattro. Il secondo è politico: il governo Meloni e il bollo auto. L'auto come oggetto, tra storia, modelli, auto elettriche e mercato, vale circa un messaggio su quattro.
Ogni cella dice quanta attenzione una piattaforma dedica a un tema rispetto alla media di tutte le piattaforme, che vale 100. Sopra 100 il tema pesa più della media, sotto 100 meno. Facebook è il luogo della cronaca, X quello della politica e del bollo, con un'attenzione 3,5 volte la media. YouTube, Instagram e TikTok parlano invece di modelli, prove e videogiochi.
L'indice netto è la differenza tra messaggi positivi e negativi, da −100 (tutti negativi) a +100 (tutti positivi). A destra, l'emozione prevalente. Facebook e X sono quasi del tutto negativi, con rabbia in testa; YouTube, Instagram e TikTok sono in equilibrio, con la gioia come emozione più frequente.
Per ogni tema, come si distribuiscono gli atteggiamenti di chi scrive, in percentuale sui messaggi del tema. Su incidenti e cronaca si riferisce. Su governo e bollo, e sulle storie di vita quotidiana, si accusa. Su modelli, auto elettriche e viaggi si apprezza.
Gli autori divisi per tema e atteggiamento, con i gruppi che superano il 3% dei messaggi. Per ognuno, la quota dei messaggi e la quota delle interazioni raccolte. Chi informa sugli incidenti scrive quasi un messaggio su cinque, ma raccoglie meno attenzione di quanto scrive. Chi informa sulla cronaca nera e sul mercato raccoglie invece più di quanto scrive. Gli indignati per le storie di vita quotidiana scrivono molto e vengono ascoltati poco.
La mappa semantica dei messaggi. Il cerchio è più grande quanto più spesso compare la parola. Le linee collegano parole usate negli stessi messaggi. Accanto al lessico del prodotto (motore, elettrico, chilometri, euro) e a quello degli incidenti, compare un grappolo politico: bollo, moto, Meloni. Sono escluse le parole di servizio delle piattaforme e i verbi generici.
Quali marchi compaiono quando si parla di auto elettriche, a benzina, diesel e di noleggio, negli articoli dei quotidiani, nelle risposte AI delle ricerche e nei messaggi social.
Per ogni tipo di auto, la quota di frasi sull'argomento che nominano ogni marchio, fonte per fonte. Le fonti non si sommano: ogni barra va letta dentro la sua fonte. Il caso più netto è l'elettrico: nelle risposte AI BYD compare in una frase su cinque, nei giornali in meno di una su cinquanta. Su benzina e diesel le risposte AI parlano soprattutto di Fiat e Ford; sui social, l'elettrico è anche Ferrari e Tesla.